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Brunello di Montalicino Docg Riserva 1999 - Soldera





di Daniel Barbagallo 


Confusione. 
Questo è il mood del giorno, sentimenti e sensazioni opposte. Ho qualcosa per cui essere molto orgoglioso, qualcosa che mi ha fatto incazzare come non mi succedeva da tempo, qualcuno da incontrare e qualcuno da dimenticare. 
Nessuno stato d’animo riesce a sovrastare gli altri, sono in una sorta di stallo alla messicana ed ho bisogno di qualcosa di forte, anzi di fortissimo che spazzi via tutto perché sto male e bene insieme e questo non mi piace. 

Soldera non era in programma, ma ormai l’unico motivo per cui faccio ancora progetti è per poterli stravolgere. Eccolo: ruggine, arancia, macchia mediterranea, frutto rosso di marasca dolce e maturo, conceria, polvere di caffè e tabacco mi indicano la via. La punta d’alcol iniziale del naso va via via affievolendosi, la bocca è calda e vibrante con acuti pazzeschi che lasciano posto all’avvolgenza per un finale lungo di gran classe dove la grana fine del tannino gioca una parte fondamentale dando ulteriore nobiltà al vino. 
Continuare a credere che il vino migliori in eterno per me è una cazzata infinita, questo è buonissimo perfettamente in forma e con vita davanti, ma io fossi in voi non mi farei prendere da troppe seghe mentali e lo berrei con ancora il filo conduttore della dolcezza che per me è la morte sua. In ogni caso questa bottiglia mi ha mostrato la strada giusta e le belle sensazioni hanno avuto la meglio. 

E anche questa sera il bene trionferà sul male .






Campania Stories 2018 tra vino, vicoli e vulcano




Campania Stories 2018 

Raccontare dei vini campani è come scrivere una poesia. Un sorso di quei vini ricorda le strade trafficate di Spaccanapoli inebriate dal profumo di babà al rum, pizza e sfogliatelle, le rilassanti colline del beneventano, il magico spettacolo del Vesuvio, le eroiche vigne dell’isola d’Ischia o l’eleganza nobiliare della Reggia di Caserta. 

Specchio della sua regione il vino campano si celebra nell’appuntamento dell’anno: Campania Stories
La singolare manifestazione permette di svolgere, grazie ad una organizzazione competente e professionale, un tasting dedicato e completo delle aziende presenti sul territorio, da quelle storiche fino alle nuove nate.

La Campania, con le sue numerose Dop e Igp, interpreta l’anima della regione enologica e, più nello specifico, e penetra il cuore del territorio, descrivendo così l’intero panorama vitivinicolo campano. 

Proverbiale l’ospitalità partenopea a Palazzo Caracciolo, autorevole e storica residenza ottocentesca, nel cuore di Napoli, che ha accolto stampa e appassionati provenienti da tutto il mondo nei giorni dell’evento. 




Wine Tasting 

Descrivere l’enologia campana attraverso l’assaggio dei suoi vini è complesso ma interessante. Se si pensa che il territorio si estende dal massiccio e vulcanico Massico alla piana sorrentina si può immaginare la diversità della composizione del terreno, del microclima e dei vitigni stessi e per finire alla variabile dell’andamento stagionale che può rendere difficile la comprensione delle singole annate.
Più facile è citare solo le 5 macroaree che compongono il panorama vitivinicolo campano dividendolo in province:

Caserta con l’Alto Casertano, le Colline Caiatine -Terre del Volturno

Benevento con il Sannio

Avellino con l’Irpinia

Napoli con i Campi Flegrei, le Isole, Vesuvio e la Penisola Sorrentina

Salerno con la Costiera Amalfitana, Colli Salernitani e Picentinti e il Cilento 


Tra i miei assaggi

Polveri della Scarrupata, Terre del Volturno Bianco Igp 2016 - Nanni Copè
Fiano 85%, Asprinio 12%, Pallagrello bianco 3% - vol.13 % 
Identità campana espressa tutta in questo tipico blend. Gli autoctoni asprinio e pallagrello bianco danno verve al nobile fiano. Gli agrumi e il biancospino creano armonia con il fondo minerale mentre al gusto è decisamente sapido con un ritorno di pompelmo e di pesca bianca che chiudono in un finale lungo morbido ed equilibrato.


Fiano di Avellino, Fiano di Avellino 2017 Dop - Colli di Lapio
Fiano 100 % vol. 13.50 
Riconoscibilità. La zona classica ospita le vigne di un fiano con una forte personalità. E’ estate luminosa e profumata di fiori bianchi, cesti di pesche, nocciole ed erbe aromatiche. Calibrata al gusto è la nota sapida intrecciata da ritorni fruttati e floreali che si distendono lunghi ed equilibrati.


Pietracalda, Fiano di Avellino 2017 Dop - Feudi di San Gregorio
Fiano 100 % - vol. 13% 
Uve selezionate e batonage ne fanno un vino complesso. Affiorano subito ricordi di passeggiate tra campi di camomilla e fiori gialli. La sua aromaticità è agrumata e delicata. Succosa frutta dolce. Al gusto freschezza e mineralità bilanciano la lunga morbidezza.


Greco di Tufo, Greco di Tufo Dop 2017 - Villa Raiano
Greco 100% - vol. 13% 
Greco della zona classica e più vitata. L’onestà e la sua qualità migliore. All’olfatto netto è il fruttato di mela verde, pesca acerba, agrumi e mandorla verde. La mineralità racconta questo greco di Tufo assieme alla sua freschezza e sapidità gustativa. Chiusura equilibrata e balsamica.


Falerno Rosso, Falerno del Massico Rosso Dop 2013 - Villa Matilde
Aglianico e piccola percentuale di Piedirosso - vol. 13.50 % 
Vino antico quanto sorprendente. Esperienza e lavoro duro fanno di questo vino un esempio didattico. Frutta rossa matura, spezie dolci e tabacco arrivano decisi all’olfatto. Poi al sorso l’acidità e il tannino in equilibrio e il ritorno gradevole delle spezie lo restituiscono corretto e sincero.


Nero Né, Taurasi Dop 2013 - Il cancelliere
Aglianico 100% - vol. 14% 
Il Nero Nè è un esempio che i tannini scalpitanti del maschio aglianico si possono educare quando a placare la loro esuberanza è il tempo e la sosta in botti di slavonia. Arricchito di marmellata di prugna e ciliegie, di vaniglia, tabacco dolce e di cioccolato arriva in bottiglia dove al gusto si ritrova una piacevole sensazione tattile tra freschezza, tannicità e il suo tenore alcolico. Finale persistente.


Feudi Studi Candriano, Taurasi Dop 2013 - Feudi di San Gregorio
Aglianico 100% - vol. 14%
La linea Studi di Feudi riserva un aglianico di tutto rispetto. La peculiarità di questo vino è la sua persistenza sia nei profumi che al gusto. Equilibrio e tannino morbido svelano un lungo e selettivo lavoro in campo e in cantina. Non ci si improvvisa viticoltori, questo vitigno e questo vino lo dimostrano appieno.


Hamilton Riserva, Taurasi Riserva Dop 2008 - Di Meo
Aglianico 100% - vol.13.50 % 
Solo per chi sa attendere: è un vino fatto di tempo, lento e sicuro. La personalità esuberante della riserva, che dimora 4 lunghi anni tra capienti botti di legno e affinamento in bottiglia, eccede in confettura di prugne, ciliegie, fichi e carruba. Evoluto e maturo con un bouquet di rose e viole secche intrecciato con la vaniglia, cannella e pepe nero. Robusto ed equilibrato. Chiusura lunga e finale con ritorni di confettura di frutta rossa.






Pietraventosa, due ali per volare lontano


Kalos kai aghatos” citavano i filosofi greci.

Tutto ciò che è bello è buono, ed è grazia che conquista quella di Pietraventosa.

Siamo nel cuore della Murgia (da murex roccia aguzza) direzione Gioia del Colle e Marianna Annio ci ha riservato un invito per il taste en primeur dei suoi vini.

L’edificio bianco candido della sua cantina si affaccia su composti filari di vite. Poco piu in là impianti di alberelli di primitivo di 50 anni raccontano la storia di Marianna e di suo marito Raffaele.
Qui in Puglia dove la rocciosa terra rossa e minerale diventa vino, tra le vigne di Pietraventosa soffia un vento di passione.

 


Pretendere e ottenere il meglio per noi, racconta, è garanzia di qualità per i nostri clienti. È questo l’ingrendiente segreto che rende i nostri vini eccellenti. Nulla è lasciato al caso se non alla natura per la vigna. L’unico imprevisto che Marianna non può pianificare è l’andamento stagionale. E con l’onestà intellettuale che ogni produttore dovrebbe avere, ribadisce ferma e decisa che non tutte le annate diventano vino di Pietraventosa.

Ordine, organizzazione, estrema accuratezza, in tutti i locali di vinificazione. Quella di Pietraventosa è una cantina modello. Impianti ingegneristici di nuova generazione, sperimentazioni e ricerca con lo IAMB di Bari, progetti innovativi e programmi da attuare.

E mentre le annate passate sono già da tempo a maturare in barricaia, c’è un vento di novità che soffia in cantina che spira e ispira la vita di Marianna e il suo lavoro di vignaiola.   Spillati dai grandi serbatoi d’acciaio l’Allegoria e l’Ossimoro, ricercati ed eleganti, sono i vini che disegnano lo stile aziendale e l’EstRosa, il mio preferito, cristallino e cerasuolo con frutti di bosco e freschezza infinita, è il fiore all’occhiello di Pietraventosa.   La Riserva 2012 che assaggiamo direttamente dalla botte di rovere in cui matura per 18 mesi circa, è un primitivo di rara complessità, avvolgenza e piacere.

La sua linea classica si completa con l'etichetta più accattivante e divertente, Volere Volare, un vino free adatto per ogni occasione, di facile abbinamento con i più veloci street food, pizza, spuntini, feste estive in spiaggia o in campagna.
Un rosso rubino vivacemente colorato, profumi, frutta e fragranza che solo il primitivo sa concedere, da bere anche fresco nelle sere d’estate.

Il futuro di Pietraventosa è oggi, ci rivela soddisfatta ed entusiasta per la sua nuova avventura commerciale.
Le ali per volare Marianna non le perderà mai.

Il sole è tramontato. Si chiude dietro di noi la grande porta della cantina e un mulinello di vento ci avvolge scompigliandoci i capelli.
Il vento di Pietraventosa non si ferma con le mani, ci riserverà altre sorprese.

Sono curiosa, io aspetto e anche voi .





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